"Usami o muori"

La lontananza,il silenzio. Strane bestie contro cui combattere,non poteva. Aspettava ed era una cosa che odiava,pensandoci meglio non credeva ci fossero persone che amavano aspettare. Ma per lei cambiava tutto,anche il carattere,non riusciva più ad essere quella di sempre;sapendolo cercava di prendere le distanze da sé stessa,per niente al mondo avrebbe voluto aver a che fare con una come lei in quei momenti. Il tutto,ovviamente,la faceva sorridere. Una persona che non si sopportava,era abbastanza assurda come situazione. In quelle torride giornate,la voce di Manuel aveva accompagnato lo scandire del tempo più del solito. Cantava: "è facile sai averti se chiudo i miei begli occhietti spenti e cerco su di me la tua pelle che non c'è poi ti entro, in fondo... dentro, lo sai soltanto per capire chi sei forse sei un congegno che si spegne da sé". A trovarlo quel cazzo di interruttore! Quei giorni odiava ancora di più Manuel,un po' perchè come sempre la metteva nero su bianco,lei era lì,nelle sue parole,non c'era un verso in cui lei non si riconoscesse. In più lo odiò perchè la fece scommettere con sé stessa; la scommessa era che se e quando l'Uomo sarebbe tornato,non si sarebbe ricordato dei versi che lei scriveva. Nuovamente non le rimaneva altro che aspettare e vedere quanto l'Uomo fosse stato attento alle sue parole o meglio,quanta importanza avevano avuto per Lui. Non lo faceva di proposito,ma per natura era portata a non fidarsi,con l'Uomo era anche peggio! Le scappò una risata e si rimise a cantare....."usami o muori....usami o muoriiiii".
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