Una nuova presenza

Era trascorso un po' di tempo dall'ultima volta che aveva messo piede in quella stanza. Molte cose erano cambiate,altre erano rimaste uguali,le costanti della sua vita:insoddisfazione,incredulità,sogno! Lui era sempre presente in lei,ma aveva capito che non si può catturare chi per natura sfugge. Improvvisamente una nuova presenza. Non si fidava,qualcosa in lei le diceva di non cedere....eppure aveva quel potere. Il potere che solo alcuni hanno,riusciva a farle fare tutto,bastava che parlasse ed era un attimo. Lei agiva. E in tutto quel turbino,si chiedeva "Dove sono finita?".

BLU

Timorosa!Non riusciva a fare un passo senza pensare,non riusciva ad abbandonarsi.....MAI! Eppure una volta era successo e se proprio doveva farlo,aveva deciso di farlo in grande stile! Si voltò,chiuse gli occhi,inspirò profondamente e senza neanche contare si gettò all'indietro,convinta che quelle forti braccia l'avrebbero accolta. La scena,degna di un cartone animato,ovviamente si concluse con un gran tonfo. Ecco come era finito il suo primo round con il "gioco della fiducia". Ne avrebbe mai intrapreso un secondo,ci sarebbe mai stato un secondo "gong"? Non lo sapeva,quello che sapeva era solo ciò che vedeva....e ora vedeva una strada fangosa,tortuosa,buia e alla fine di quella strada...il BLU!

Correre

Aveva osservato tutta la mattina due bambini,un maschio a piedi e una femmina in bici,giocare. Ad un tratto uno il bimbo aveva cominciato ad urlare come un pazzo mentre correva inseguendo la bimba sulla bicicletta. Quelle urla stridule le avevano trapanato i timpani,sarebbe scesa volentieri a dargli due ceffoni se non fosse che all'improvviso aveva realizzato che il fastidio che stava provando non era fastidio,ma invidia. Era quell'urlo di gioia che si fa quando si gioca felici e che solo quando si è bambini si è capaci di emettere. Da quant'è che non urlava più in quel modo? Da quando era diventata grande era la risposta più ovvia. Ci pensò su e capì che non era stato il diventare grande,ma l'aver perso la smania di correre,correre e urlare al mondo la gioia che si prova in quell'istante in cui ci si sente liberi.

Forse

Quello pseudonimo le era venuto in mente guardando la tastiera. Al corso le avevano spiegato che esistevano due tipi di tastiere, la "QWERT" e la "QZERT",la differenza tra le due era ovvia. Era stato immediato: Wert...Wert.....Wertia! Trovato! Anche perchè Zertia, come soprannome, le ricordava uno di quei personaggi stile Nonna Papera e lei di certo non lo era. Si preoccupava sempre per tutto, cercava di far tutto sempre al meglio, era una "pecca" che si portava dietro da quando era piccola. Così accadde anche con Lui. Non riusciva a lasciarsi andare! Se pensava a come Lui era fatto, ai suoi comportamenti, proprio non riusciva a "far finta" di niente, tutto le sembrava un'impresa. Doveva ammetterlo, anche Lei era una stronza così come Lui. Bell'incontro. C'erano un mucchio di cose che si accumulavano in lei, ma doveva dirgliele in faccia....un giorno forse sarebbe successo. Ecco, con Lui era tutto un Forse. Forse lo avrebbe visto, forse gli avrebbe parlato, forse di qua forse di la. Forse era giusto che fosse così per Lui, di certo non lo era per lei. Più lei cercava di afferrarlo per un attimo, più Lui sgattaiolava e si tappava le orecchie. Manuel di nuovo le era stato d'aiuto con le sue parole. Ecco come diventò la sua "piccola iena".

Le Parole

"Le cose più importanti sono le più difficili da dire.Sono quelle di cui ci si vergogna,perchè le parole le immiseriscono.Le parole rimpiccioliscono cose che finchè erano nella vostra testa sembravano sconfinate,e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori.Ma è più che questo,vero?Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov'è sepolto il vostro cuore segreto,come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portar via.E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano,senza capire affatto quello che avete detto,senza capire perchè vi sembrava tanto importante da piangere quasi quando lo dicevate.Questa è la cosa peggiore, secondo me.Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare..."
S.King Ecco cosa erano per lei delle semplici parole.....

Osservare

Il difficile era fargli capire quanto contasse Lui nella sua vita. Amava quando la cercava,la rendeva così felice. Non fu certo una sorpresa la delusione che provò,quando ebbe la conferma che Lui si era dimenticato di quelle parole che lei con trasporto e affetto gli aveva dedicato. Ma per quanto una poteva scommetterci,in fondo sperava sempre di essere contraddetta. Proprio non riusciva a capire come fosse possibile che certi suoi comportamenti si legassero a ciò che Lui diceva,in quei rari momenti di semi trasporto. Lui non capiva,proprio non riusciva ad afferrarla,la sottovalutava e per lei ogni giorno diventava sempre più una sfida. Più lui la ignorava,più lei lo osservava....proprio non era cambiato nulla da quando l'aveva incontrato. Lui viveva,lei lo guardava.

Iena e edera

Aveva in mente anche lei una "ballata per la sua piccola iena",decise di non comporne! Non cedeva,non desisteva ma le armi le gettò. C'erano mille modi per far guerriglia,ma aveva capito che nella sua gli strumenti affilati non servivano. Poteva parlare,poteva scrivere,poteva sperare,poteva arrabbiarsi,poteva esasperare. Poteva,poteva,poteva mille cose,ma alla fine tutto tornava all'Uomo. Lei da lontano lo osservava e aspettava,prima o poi qualcosa avrebbe detto. Certo,c'era il "rischio" che il silenzio l'avesse vinta su tutto......sarebbe stato un altro filo d'edera attorno a lei. D'altronde non era un caso se l'aveva incisa sul suo corpo.....il suo corpo stesso era Edera.